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Climatizzazione residenziale, nel 2012 in calo gli apparecchi a gas, aumenta l’utilizzo delle rinnovabili

Il gas naturale continua a rappresentare la fonte di energia dominante nel mercato delle installazioni per la climatizzazione residenziale. Tuttavia, nel 2012 c’è stata una diminuzione della diffusione degli apparecchi alimentati da gas.

È quanto emerge dalla seconda edizione del “Monitoraggio del mercato della climatizzazione nel settore residenziale – 2012”, indagine realizzata REF-E con la collaborazione di numerose imprese di installazione e di associazioni del settore. I dati sono un’anticipazione di quanto verrà presentato al convegno del 5 giugno che si svolgerà presso la sede del GSE.

L’indagine ha riguardato l’installazione di tecnologie relative ai sistemi di riscaldamento autonomi e centralizzati, sia in edifici di nuova costruzione che in edifici esistenti, in zone servite dalla rete gas e in zone non servite dalla rete gas. Rispetto ai nuovi apparecchi installati, si è valutato quanti e quali apparecchi siano stati sostituiti.

Alle imprese di installazione è stato chiesto di segnalare i punti di forza e di debolezza delle tecnologie disponibili, e di valutare l’andamento relativo di mercato di ciascuna tecnologia rispetto alle altre, nel 2012 e nel prossimo futuro.

Nel 2012 in calo la diffusione degli apparecchi a gas

Dalla ricerca risulta che, rispetto all’anno 2011 sul quale le stime indicavano una sostanziale compensazione tra le installazioni di apparecchi efficienti, che acquisivano peso sul mercato, e quelli “tradizionali”, che ne perdevano, nel 2012 la dinamica positiva delle caldaie a condensazione non compensa quella sensibilmente negativa delle caldaie meno efficienti. Ciò vale quantomeno nel segmento autonomo, mentre nel centralizzato il gas mantiene il proprio mercato.

Penetrano le tecnologie alimentate da rinnovabili

Nelle conclusioni dell’indagine si evidenzia che al saldo negativo della fonte dominante corrisponde la penetrazione delle tecnologie che impiegano energia rinnovabile. Per le PDC aria-acqua si registrano tassi di diffusione molto elevati, e lo switching verso questa tecnologia penalizza soprattutto il gas. Tuttavia, in termini assoluti la tecnologia è ancora poco installata.

Le altre tecnologie (PDC aria-aria, stufe e termocamini a biomassa) concorrono con quelle tradizionali, soprattutto con riferimento all’uso a integrazione di apparecchi di riscaldamento principali, ma sembra essere in crescita la quota di tali apparecchi utilizzati per sostituire totalmente le caldaie alimentate da combustibili fossili, almeno nelle aree più calde del Paese.

Gli apparecchi a biomassa esercitano una concorrenza molto forte rispetto alle fonti tradizionali, sia in presenza che in assenza di rete gas. Proprio in assenza di rete gas il GPL e, soprattutto, il gasolio continuano a subire la diffusione delle tecnologie rinnovabili. Anche per esse, la perdita di mercato è maggiore nel segmento autonomo che in quello centralizzato.

Incentivi

La maggioranza degli intervistati ha indicato motivazioni di natura prettamente economica riguardo alla penetrazione (o uscita) delle tecnologie per la climatizzazione residenziale. In proposito, l’indagine di REF-E sottolinea che la competitività delle tecnologie che stanno trovando ampia diffusione è in molti casi determinata da incentivi, siano essi percepiti (e segnalati durante le interviste) dagli installatori e dagli utenti (ad esempio le detrazioni fiscali per la ristrutturazione edilizia o la riqualificazione energetica), siano essi impliciti nei prezzi dei combustibili fossili e rinnovabili (ad esempio vantaggi fiscali sulla biomassa, e gli impatti del costo dell’incentivazione dell’energia rinnovabile sui prezzi finali di elettricità e gas naturale).

Standard e obblighi di installazione

Nel segmento degli edifici nuovi, assumono chiaramente rilevanza le caratteristiche di prestazione energetica degli edifici e, soprattutto, gli standard e obblighi di installazione. Le attese delle imprese di installazione rispetto al futuro delle tecnologie efficienti e rinnovabili confermano, infine, un’accelerazione del processo di cambiamento del mix tecnologico nei prossimi anni. Nel segmento in cui è presente la rete del gas, un ruolo di primo piano sembra essere riservato alle tecnologie che sfruttano il vettore elettrico.

Mix energetico e tecnologico diversificato

Esiste già un mix energetico e tecnologico diversificato per la climatizzazione domestica, e la fonte storicamente prevalente, il gas naturale, si trova a fronteggiare una concorrenza crescente da parte delle altre fonti, in particolare rinnovabili, biomassa in primis. Esiste anche una concorrenza “interna” alla fonte principale: la diffusione di apparecchi più efficienti, ossia le caldaie a condensazione, può avere un impatto significativo sulla domanda di combustibile dei consumatori del residenziale. Inoltre, si diffondono sistemi, basati sull’impiego di pompe di calore (PDC), che permettono di soddisfare, con lo stesso apparecchio, sia il fabbisogno di riscaldamento, sia quello di raffrescamento.

I dati 2012 mostrano un rafforzamento di queste tendenze, grazie a obblighi legislativi e strumenti di incentivazione, ma anche a causa della crescente pressione competitiva “spontanea” esercitata dalle nuove tecnologie: l’analisi e il monitoraggio del settore diverranno sempre più importanti, per valutare e prevedere il mix di consumo energetico, oltre che per analizzare le dinamiche di concorrenza tra diverse tecnologie.

Il mercato della climatizzazione residenziale nel 2012

Il mercato italiano della climatizzazione risente pesantemente della congiuntura economica negativa. Il numero di apparecchi venduti, destinati quasi interamente al settore civile (residenziale e terziario), è sceso nel 2012 a circa 2.5 milioni, dopo aver raggiunto, solo 4 anni prima, circa 3.2 milioni di pezzi.

Dei circa 2.5 milioni di apparecchi complessivi, 1.7 milioni sono quelli che si stima siano destinati al settore residenziale.

I dati, relativi sia ad apparecchi in grado di soddisfare l’intero fabbisogno di riscaldamento (caldaie a gas, GPL, gasolio, e biomassa, PDC aria-acqua), sia ad apparecchi generalmente installati a integrazione di impianti principali (PDC aria-aria, stufe a biomassa, pannelli solari termici), confermano anche per il 2012 la dominanza del gas naturale, in particolare se si considera che le tecnologie che seguono immediatamente la fonte principale per numero di unità vendute svolgono prevalentemente un ruolo di parziale copertura dei consumi (o addirittura sono impiegate solo per la climatizzazione estiva, come nel caso delle PDC). Tuttavia, emerge un ruolo crescente delle tecnologie che impiegano biomassa ed elettricità, anche per la copertura dell’intero fabbisogno di riscaldamento. Infine, secondo i dati pubblicati da AIRU, le nuove sottostazioni di teleriscaldamento installate nel 2012 sono 5,600. Si stima che a queste possano corrispondere circa 100,000 nuove utenze, per almeno tre quarti residenziali.

Installazione e sostituzione tra tecnologie

A tutti i rispondenti è stata richiesta, tra l’altro, una valutazione sui punti di forza e di debolezza delle tecnologie considerate, oltre che sull’andamento, storico e prospettico, di ciascuna di queste.

Nel complesso, gli 823 rispondenti, distribuiti sul territorio nazionale sulla base del peso di ciascun mercato provinciale sul mercato nazionale, hanno installato circa 25,000 apparecchi per la climatizzazione.

I risultati, espressi in termini di apparecchi installati e apparecchi sostituiti, sono stati estesi per comprendere l’intero mercato nazionale. La Figura 1 ripropone la distribuzione delle installazioni a livello nazionale per gruppo di tecnologie. In prima approssimazione, i dati non sono distinti per segmento di mercato, (“autonomo” o “centralizzato”), né per contributo al fabbisogno di riscaldamento (impianti che soddisfano l’intero fabbisogno, o impianti installati ad integrazione); inoltre, la figura è relativa sia agli apparecchi installati in edifici di nuova costruzione sia a quelli installati in edifici esistenti, e si riferisce sia agli apparecchi installati in presenza della rete gas, sia a quelli installati in assenza della stessa. Il dato relativo alle PDC aria-aria comprende anche gli apparecchi destinati all’impiego per il solo raffrescamento (si stima che questi siano circa il 60% di quelli complessivamente installati). L’installazione di pannelli solari contemporanee e in combinazione a un impianto a gas naturale (sistema integrato gas e solare) sono classificate nella voce “gas +solare”, mentre le installazioni di pannelli solari ad integrazione di impianti esistenti, anche alimentati da gas, ma non contemporanee e non costituenti un sistema integrato, sono classificate nella voce “solare termico”.

La separata illustrazione delle installazioni in edifici nuovi e in edifici esistenti mostra differenze abbastanza significative nel mix tecnologico (Figura 2, riferita al solo segmento autonomo. Anche nella Figura 2 i dati sulle PDC aria-aria comprendono gli apparecchi destinati al solo raffrescamento): esse sono determinate sicuramente dalle politiche di promozione – obblighi di installazione di tecnologie rinnovabili o efficienti in edifici nuovi -, ma derivano altresì dalle caratteristiche tecniche dei nuovi edifici (in particolare le prestazioni energetiche).

La Figura 3 illustra i risultati delle stime di REF-E sui nuovi apparecchi installati per soddisfare il 100% del fabbisogno di riscaldamento a confronto con quelli installati “a integrazione”, ossia come complemento (e non in sostituzione piena) ad apparecchi esistenti e/o principali (il dato sulle PDC aria-aria è, in questo caso, già al netto degli apparecchi destinati al solo raffrescamento: in altri termini, il 100% rappresenta la somma degli apparecchi che soddisfano almeno parzialmente il fabbisogno di riscaldamento). Il segmento di riferimento è quello autonomo. La quota di impianti installati a integrazione è piuttosto elevata per tutte le tecnologie considerate. L’analisi dei dati, per area geografica e fascia climatica, ha consentito di osservare come la quota di PDC aria-aria e di stufe (termocamini) a biomassa installate a integrazione di un impianto principale si avvicini, nelle aree più fredde, al 100%. Al contrario, ove il clima è più mite, è maggiore l’incidenza dei casi di piena sostituzione dell’apparecchio preesistente da parte di PDC aria-aria e stufe a biomassa.

La Figura 4 riassume, invece, i risultati della distribuzione degli apparecchi installati in base alla presenza della rete gas. La diffusione di GPL e gasolio avviene in larga misura in assenza della rete, diversamente dalle fonti rinnovabili: si dimostra perciò che queste ultime competono nello stesso segmento di mercato della fonte principale.

Pronti i moduli per richiedere la tariffa elettrica D1 per pompe di calore

ella riunione dello scorso 8 maggio, l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas ha emanato la delibera 205/2014/R/eelCLICCA QUI – con la quale ha definito le modalità attuative per l’avvio, a partire dal 1 luglio prossimo, della sperimentazione tariffaria su scala nazionale rivolta ai clienti domestici che utilizzano pompe di calore elettriche come unico sistema di riscaldamento dell’abitazione di residenza.

La deliberazione attua quanto previsto dall’articolo 8 della delibera 607/2013/R/eel, tenuto anche conto dei suggerimenti inviati da operatori ed esperti di settore, fra cui AiCARR, per la consultazione avviata con il documento 52/2014/R/eel.

La sperimentazione, che verrà avviata su scala nazionale, è volontaria per gli utenti come anche per i venditori del mercato libero; l’obbligo di adesione è previsto solo per i venditori del mercato tutelato.

Con un altro provvedimento l’esatta definizione delle tariffe

Nella delibera l’AEEG rimanda a un successivo provvedimento l’esatta definizione delle tariffe applicabili ai clienti aderenti e del numero e delle modalità dei controlli da effettuarsi presso le abitazioni degli utenti.

Modificata una stortura tariffaria

È importante sottolineare che il provvedimento non introduce una forma di incentivazione, come spesso erroneamente riportato dai media, bensì la modifica di una stortura tariffaria che può contribuire alla diffusione delle pompe di calore per uso domestico, rendendole più convenienti in termini di costi in bolletta.

La tariffa D1, infatti, elimina a livello sperimentale l’andamento progressivo di applicazione dei corrispettivi per i servizi di rete e per gli oneri generali di sistema, che non cresceranno in base all’incremento dei consumi, come invece avviene per le tariffe D2 e D3 che di fatto penalizzano gli utenti caratterizzati da un elevato fabbisogno energetico.

La modulistica

Con la Determinazione 20 maggio 2014 n. 9/2014 “Modulistica e disposizioni procedurali di dettaglio per la sperimentazione tariffaria rivolta ai clienti domestici che utilizzano pompe di calore come unico sistema di riscaldamento della propria abitazione di residenza”, l’Autorità per l’energia ha pubblicato sul proprio sito i seguenti modelli di documenti:

– fac-simile di modulo che gli utenti che utilizzano pompe di calore elettriche come unico sistema di riscaldamento della propria abitazione di residenza potranno inoltrare per l’adesione volontaria alla sperimentazione tariffaria a loro riservata;

– fac-simile di modulo per l’asseverazione redatta da un tecnico abilitato, necessaria nel caso che, oltre alla pompa di calore, sia presente anche un generatore alternativo;

– fac-simile di modulo per la richiesta di rinuncia alla sperimentazione tariffaria da parte dell’utente;

– check list per la verifica preliminare di correttezza e completezza formale delle richieste di adesione presentate dagli utenti, che dovrà essere utilizzata da ogni venditore aderente.

AiCARR ha collaborato con AEEG per la definizione di tali aspetti operativi: tutti i suggerimenti proposti dall’Associazione per la redazione della suddetta modulistica sono stati accolti.

Per ulteriori informazioni clicca qui

Quanto può durare una pompa di calore?

La domanda sulla durata della Pompa di Calore è abbastanza frequente. Molti clienti che non conoscono la storia di queste macchine possono giustamente essere preoccupati.

A tale proposito, per rassicurare anche i più diffidenti, ho trovato un interessante articolo, pubblicato negli Stati Uniti, su un impianto Geotermico ad acqua di falda del 1949.

Di seguito potete leggere questa storia interessante.

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Decreto del Fare, le semplificazioni in edilizia

Il Decreto Legge 21 giugno 2013, n. 69 (il c.d. Decreto del Fare) è stato convertito in Legge dello Stato con la legge 9 agosto 2013, n. 98, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale (S.O.) n. 194 del 20 agosto 2013. Diventano quindi effettive tutte le misure di semplificazione previste dal provvedimento, comprese quelle relative alla materia edilizia.

Sinteticamente, questi sono i temi legati ai procedimenti edilizi che la legge di conversione del Decreto del Fare ha modificato:

1. Permesso di Costruire, SCIA, DIA, CILA

2. Autorizzazioni preliminari alla SCIA e alla CILA

3. Agibilità degli edifici

4. Ricostruzione e ristrutturazione edilizia

5. Termini per inizio e ultimazione lavori

6. Beni culturali e del paesaggio

7. Prevenzione incendi

8. Parcheggi pertinenziali

9. Indennizzo da ritardo della pubblica amministrazione

Proprietà antisismiche delle case in legno con strutture XLAM

Grazie alle sue eccellenti proprietà statiche, i pannelli XLAM aprono nuovi orizzonti nella moderna costruzione di strutture in legno. L’elevata portata, associata ad un peso proprio ridotto, consente un dimensionamento snello degli elementi anche in presenza di grandi luci. In questo modo, anche le sezioni delle pareti sono molto inferiori rispetto a quelle di altri materiali costruttivi. Ne risulta una superficie abitativa maggiore a fronte di dimensioni esterne invariate. La speciale struttura a strati incrociati del pannello XLAM consente una distribuzione del carico estremamente versatile per il suo impiego come pannello e piastra. Le costruzioni o i progetti a sbalzo, sostenuti da singoli punti di appoggio, sono realizzabili senza difficoltà.

Di seguito potete collegarvi ad un video pubblicato su Youtube che mostra un test molto severo sulle proprietà statiche dell’XLAM su un condominio di 7 piani.

https://www.youtube.com/watch?v=pI3tMQ20mzs

Lignano 003 low

6 Piani XLAM a Lignano Sabbiadoro UD

 

Le pareti strutturali XLAM

XLAM

Il pannello XLAM è un elemento in legno massiccio, con funzione statica e, al contempo, di divisione degli spazi. Grazie alle sue dimensioni flessibili e alle eccellenti proprietà fisiche, questo pannello è adatto per qualunque esigenza costruttiva. La struttura a lamelle incrociate realizzate con materiali di elevata qualità e incollate in modo duraturo garantisce un’assoluta stabilità dimensionale e un’eccellente rigidità degli elementi. La particolare stabilità statica e le spiccate proprietà bioedili del pannello sono garantite da certificazioni nazionali e internazionali.

I campi di impiego sono i più disparati

  • Come elemento per pareti, solai e tetti
  • • Case uni- e plurifamiliari
  • • Edifici a piùpiani
  • • Edifici pubblici
  • • Asili e scuole
  • • Edifici commerciali e uffici
  • • Edifici industriali e capannoni
  • • Costruzioni modulari

 

Combustibili

Tra i sistemi utilizzati per la produzione dell’Energia destinata al riscaldamento, bisogna distinguere tra quelli destinati ai piccoli e medi edifici residenziali o terziari e quelli per i grandi edifici o complessi edilizi come i quartieri, ospedali ecc.

Il Generatore più conosciuto e più utilizzato nel residenziale è sicuramente la caldaia, ed è quello con cui vengono fatti i principali confronti sui rendimenti con le pompe di calore.

Di seguito riportiamo una tabella che prende in considerazione i costi di gestione ottenuti con vari tipi di generatori ma soprattutto con vari tipi di combustibili.

Tabella_confronto generatori

Principio di funzionamento della Pompa di Calore

Il principio di funzionamento si basa sulle prestazioni di alcuni fluidi particolari, chiamati gas refrigeranti, che vengono usati come vettore dell’energia, ottenuta dai passaggi di stato da liquido a vapore e viceversa, che viene trasferita dall’ambiente esterno, che rappresenta la sorgente, all’interno dell’edificio.

Per sorgente esterna si intende l’Aria, l’Acqua o il Terreno ovvero le risorse rinnovabili naturali.

Per sintetizzare il concetto, la Pompa di Calore riesce a catturare l’energia presente nelle sorgenti naturali e la sfrutta in modo virtuoso per riscaldare l’acqua o l’aria che serve per riscaldare gli edifici o l’acqua calda sanitaria.

Il motore di questo trasferimento è un componente della Pompa di Calore che si chiama Compressore, il quale viene alimentato ad energia elettrica ed è in grado di generare una quantità di energia termica o frigorifera che può variare mediamente da 3 a 6 volte quella elettrica assorbita.

I componenti base per la costruzione di una Pompa di Calore sono:

Il Compressore

La valvola di espansione

L’Evaporatore

Il condensatore

L’evaporatore è il componente sul quale si ha una temperatura più bassa, mentre sul condensatore si ottiene una temperatura del fluido più alta, di conseguenza dal primo si ottiene aria o acqua fredda e nel secondo si ottiene aria o acqua calda a seconda della tipologia costruttiva o delle esigenze impiantistiche.

pompadicalore

Il rendimento o efficienza viene espresso dal C.O.P. (Coefficient Of Perfomance) nel periodo invernale e dal E.E.R. (Enery Efficiency Ratio) nel periodo estivo.

Per semplificare, una Pompa di Calore che ha un COP di 4, è una macchina che consuma 1 kW Elettrico per fornire 4 kW Termici. Lo stesso criterio si utilizza per il periodo estivo calcolando l’E.E.R.

Un esempio che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni è il frigorifero che abbiamo in casa.

Le tipologie disponibili prevedono di sfruttare come sorgente l’aria esterna, nelle versioni dette Aria-Acqua,

l’acqua proveniente dalle falde sotterranee, nelle versioni dette Acqua-Acqua e il terreno con appositi scambiatori di calore, nelle versione dette Geotermiche.

Pompe di Calore

Nel gennaio 2008 gli Stati membri della Comunità Europea hanno dato il via libera al pacchetto cosiddetto “20 20 20 2020”, ovvero, 20% di fonti rinnovabili, 20% di miglioramento dell’efficienza, e 20% di taglio delle emissioni, tutti obiettivi da raggiungere entro il 2020.

Questi obiettivi ambiziosi possono essere raggiunti solo migliorando l’efficienza energetica e coprendo la domanda di energia rimanente con le fonti energetiche rinnovabili.

Tra le aree di interesse possiamo individuare la produzione di elettricità, destinata a coprire il fabbisogno di riscaldamento, condizionamento e dei trasporti. Tra le azioni più efficaci per raggiungere gli obbiettivi è stata individuata la necessità di migliorare l’efficienza dei sistemi di climatizzazione ed isolamento termico degli edifici.

Mentre la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili fa parte delle politiche energetiche nazionali e internazionali, solo la biomasse il solare termico sono ampiamente riconosciute come fonti rinnovabili per la climatizzazione. L’energia presente nell’ambiente o recuperata da alcuni processi produttivi ha un potenziale significativo, ad esempio, con essa possiamo alimentare le pompe di calore, che possono fornire il riscaldamento, il raffrescamento e l’acqua calda sanitaria coprendo le esigenze di una vasta gamma di utenti, dal privato al pubblico in tutta l’Europa.

Le pompe di calore attuali, hanno raggiunto un elevato livello di efficienza, e dovrebbero quindi essere la prima scelta per la climatizzazione in Europa ed in particolare nel nostro paese che ha un clima particolarmente favorevole. In Italia, ci sono alcune iniziative che lasciano intravedere un futuro di incentivazione perchè in alcune Regioni, tra le fonti rinnovabili sono state inserite le Pompe di Calore a testimonianza della sensibilità di alcune Amministrazioni nei confronti di queste tematiche e l’ENEL a partire dal mese di Marzo del 2010 ha istituito le tariffe per usi diversi dedicate alle Pompe di Calore e alle Auto elettriche.

La casa Sostenibile

Il terreno o la casa da Ristrutturare di proprietà del Cliente. I nostri tecnici aiutano i Clienti a sfruttare al meglio la situazione esistente.

Elementi bioclimatici che vengono presi in considerazione:

  • soleggiamento;
  • orientamento;
  • posizione rispetto ai venti dominanti nella zona;
  • ombreggiamenti in base alle stagioni;
  • tipologia della vegetazione circostante;
  • posizione delle stanze in base all’orientamento geografico;
  • illuminazione naturale e colori chiari che rilassano gli abitanti;

Elementi territoriali

  • ombreggiamenti in base alle stagioni;
  • tipologia della vegetazione circostante;

Materiali da costruzione

  • materiali strutturali naturali come il legno e l’argilla;
  • Materiali strutturali antisismici di fondazione in Calcestruzzo armato secondo le normative vigenti.
  • isolanti naturali come la Fibra di legno il Sughero o riciclabili come il Polistirene Estruso o Espanso;
  • pareti e tetti con alta inerzia termica per la difesa dal surriscaldamento estivo;
  • le pareti dell’edificio sono traspiranti e sono in grdo di regolare l’umidità naturale. Su richiesta è possibile realizzare rivestimenti in laterizio o argilla per migliorare l’effetto regolante.
  • viene proposto il ricambio aria per garantire la salubrità dell’ambiente e gestire l’umidità in eccesso prodotta nei bagni, cucine e camere da letto;
  • i prodotti per le finiture sono naturali e trattati con prodotti a base d’acqua;

Impianto elettrico

  • l’impianto elettrico può essere di tipo tradizionale ma anche domotico a bassa tensione;
  • illuminazione a basso consumo, e su richiesta a led;

Impianto Termico

  • l’impianto viene studiato su misura come un vestito, a seconda della destinazione d’uso dei locali e dell’utilizzo che ne viene fatto;
  • il riscaldamento è di tipo radiante con stufe a legna o pannelli radianti ad acqua a parete, pavimento o soffitto;
  • l’impianto di raffrescamento, se necessario, sarà di tipo di radiante con il controllo dell’umidità;
  • il nostro obbiettivo è di eliminare tutti i sistemi convettivi che determinano il movimento degli allergeni, dela polvere e generano un clima più secco negli ambienti;
  • viene favorito l’uso delle fonti rinnovabili come la legna per le stufe, il sole per produrre acqua calda sanitaria e per il riscaldamento a bassa temperatura, l’acqua del sottosuolo e il vento;
  • i pannelli fotovoltaici per produrre l’energia elettrica;
  • uso di generatori che possono sfruttare le energie rinnovabili come le Pompe di Calore e le stufe a legna;
  • tubazioni in materiali riciclabili come il rame e la plastica;

Impianto Idraulico

  • su richiesta si può realizzare il recupero delle acqua piovane sfruttando le gronde e i pluviali attraverso cisterne interrate;
  • su richiesta l’uso delle acque piovane per gli scarichi dei bagni, per i lavaggi degli elettrodomestici e per l’irrigazione;
  • su richiesta la bio fito depurazione per depurare le acqua di scarico;

Le caratteristiche della Casa costruita secondo i dettami della Bioarchitettura

Le caratteristiche della Casa costruita secondo i dettami della Bioarchitettura

Il terreno su cui sorge l’edificio dovrà essere esente da perturbazioni geologiche; sarà quindi necessario acquisire tutte le informazioni caratteristiche del terreno, ad esempio:

  • corsi d’acqua sotterranei, il campo magnetico terrestre viene influenzato negativamente;
  • radon (emissione di gas radioattivi);
  • materiale tufaceo o vulcanico (radioattività naturale)
  • linee di trasmissione d’energia (elettrodotti e cavi interrati)

Elementi bioclimatici

  • soleggiamento;
  • orientamento;
  • posizione rispetto ai venti dominanti nella zona;
  • ombreggiamenti in base alle stagioni;
  • tipologia della vegetazione circostante;
  • posizione delle stanze in base all’orientamento geografico;
  • illuminazione naturale e colori chiari che rilassano gli abitanti;

Elementi territoriali

  • posizione distante rispetto alle zone industriali e centri trafficati e comunque evitare che i venti dominanti portino l’inquinamento verso l’abitazione;
  • il più possibile immersa nel verde e lontano dai centri densamente abitati;
  • gli approvvigionamenti dei beni di prima necessità dovrebbero essere vicini per non generare inquinamento durante gli spostamenti;
  • ombreggiamenti in base alle stagioni;
  • tipologia della vegetazione circostante;

Materiali da costruzione

  • materiali strutturali naturali come il legno e l’argilla; Il cemento armato che viene spesso utilizzzato per creare le fondamenta non è visto di buon occhio nell’architettura bioecologica. Infatti è risaputo che nella cottura del cemento vengono utilizzati anche altri tipi di sostanze che portano lentamente alla degradazione della struttura inoltre hanno bassissime capacità isolanti. Le armature metalliche, solitamente composte in ferro e acciaio, costituiscono la gabbia di Faraday che annulla il campo elettrico al suo interno. Le armature possono contribuire a perturbare sensibilmente i campi magnetici naturali. Le armature metalliche delle strutture in cemento modificherebbero la trama del reticolo di Hartmann. L’architettura bioecologica suggerisce di fabbricare il calcestruzzo in cantiere, l’accurata messa a terra delle armature, evitare la formazione di anelli continui e l’uso di barre di acciaio austenitico.
  • isolanti naturali come la Fibra di legno il Sughero, la Canapa per difendersi dal freddo d’inverno;
  • pareti e tetti con alta inerzia termica per la difesa dal surriscaldamento estivo;
  • le pareti dell’edificio devono essere traspiranti ma soprattutto fungere da spugna, in modo di assorbire l’umidità in eccesso d’inverno e rilasciarla d’estate. L’argilla è il materiale ideale per questa funzione;
  • deve essere presente il ricambio aria per garantire la salubrità dell’ambiente;
  • i materiali di finitura, come le vernici e i trattamenti dei pavimenti devono essere assolutamente privi di formaldeide e non devono rilasciare sostanze tossiche;
  • come minimo i materiali usati dovranno essere riciclebili ed avere un ciclo di vita chiuso;

Impianto elettrico

  • assenza di campi elettrici e magnetici, ovvero di cavi in tensione, nelle camere da letto, soprattutto sotto, dietro e ai lati del letto;
  • riduzione al minimo dell’impianto elettrico per evitare distorsioni nel campo magnetico naturale terrestre;
  • illuminazione a basso consumo, ad esempio lampade al neon e a led;

Impianto Termico

  • l’impianto termico dovrebbe essere assente, ma a causa delle forti escursioni termiche tra estate e inverno, l’impianto di riscaldamento dovrà essere di tipo radiante con stufe a legna o pannelli radianti ad acqua a parete;
  • l’impianto di raffrescamento, se necessario, sarà di tipo di radiante con il controllo dell’umidità;
  • in ogni caso si devono eliminare tutti i sistemi convettivi che determinano il movimento degli allergeni, dela polvere e generano un clima più secco negli ambienti;
  • favorire l’uso delle fonti rinnovabili come la legna per le stufe, il sole per produrre acqua calda sanitaria e per il riscaldamento a bassa temperatura, l’acqua del sottosuolo e il vento;
  • i pannelli fotovoltaici per produrre l’energia elettrica;
  • uso di generatori che possono sfruttare le energie rinnovabili come le Pompe di Calore e le stufe a legna;
  • tubazioni in materiali riciclabili come il rame o alcuni tipi di plastica;

Impianto Idraulico

  • recupero delle acqua piovane sfruttando le gronde e i pluviali attraverso cisterne interrate;
  • uso delle acque piovane per gli scarichi dei bagni, per i lavaggi degli elettrodomestici e per l’irrigazione;
  • bio fito depurazione per depurare le acqua di scarico;